Trascrizione

Il capitolo dell’ambiente del Rapporto Osservasalute come storico analizza le condizioni di impatto ambientale che diversi inquinanti, su diverse matrici – aria, acqua – possono rappresentare nei confronti non solo dell’ambiente ma anche prevalentemente sulla salute della popolazione. Proprio questo è il punto principale: abbiamo cercato di analizzare fondamentalmente quali fossero le condizioni di implementazione della governance sia a diversi livelli gestionali sia chiaramente per quanto riguarda ciò che dovrebbe essere fatto per trasferire quelle che sono delle azioni a livello prevalentemente normativo e giuridico proprie dell’impatto sull’ambiente su quelli che devono essere i risultati per la salute della persona. Per quanto riguarda l’acqua si è potuto notare come purtroppo stiano aumentando le concentrazioni di pesticidi tanto nelle acque superficiali maggiormente che in quelle sotterranee. Praticamente nessuna delle regioni italiane che ha analizzato e monitorato questo dato può dire di essere esente da questo problema. Anzi, vi sono delle regioni, come ad esempio la Lombardia, che presenta oltre il 50% delle acque superficiali contaminato. Il problema è che si sta rilevando ampia contaminazione anche a livello delle acque sotterranee e purtroppo in molti casi la rete di monitoraggio non risulta essere ancora efficace ed efficiente come desidereremmo. Il che significa che purtroppo molto spesso quando i dati risultano indicare un basso livello di contaminazione potrebbe dipendere in realtà da una scarsa o inefficiente condizione di monitoraggio e quindi non conoscenza del problema. Ciò ovviamente non porta quasi sempre a decisioni valide. Per quanto riguarda i rifiuti, l’analisi che abbiamo svolto ormai quasi ogni anno nell’ambito delle attività di Osservasalute si deve poter notare come i rifiuti in senso generale stiano tendendo a diminuire come produzione, ma questo non riguarda i rifiuti speciali, tanto i pericolosi tanto i non pericolosi perché si è visto chiaramente che i rifiuti speciali che derivano prevalentemente, in special modo i non pericolosi, dalle attività manufatturiere, industriali o come materiali derivati di risulta dalle costruzioni, stiano chiaramente aumentando di pari passo con la risoluzione della crisi economica e quindi con l’aumento delle attività produttive. Evidentemente non vi è un’azione ancora efficace a livello di riduzione della produzione dei rifiuti che in pratica è il primo fondamentale passo della governance efficace ed efficiente del problema rifiuti, nzi dovrebbe essere quello che è il criterio maggiore in cui noi dovremmo formare la popolazione ma anche i livelli sanitari. Infine, per quanto riguarda le componenti relative al particolato che è stato analizzato tra gli inquinanti atmosferici, si deve purtroppo notare che se da una parte tutte le concentrazioni di particolato tanto il pm10 tanto il pm.2.5, il diametro di queste particelle, sta diminuendo nell’ambito dell’atmosfera italiana nelle diverse regioni, che quindi risultano essere relativamente poco contaminate da questo tipo di inquinante, questo purtroppo non deriva da una riduzione nella sua produzione quanto da eventi ciclici meteo-climatici che evidentemente ne migliorano la diffusione e la distribuzione determinando in realtà scarso ristagno dello stesso. E questo cosa può significare: che ovviamente per un fattore ciclico potremmo andare incontro a nuovi aumenti degli stessi, se anche in questo caso non abbiamo una più incisiva azione di riduzione nella sua produzione. Produzione che peraltro potrebbe derivare da un problema grave che è correlato fondamentalmente alla possibilità che anche i motori a benzina, in special modo quelli a iniezione diretta, i più recenti, addirittura euro-6 o successivi, potrebbero produrre particolato, esattamente come i motori diesel e quindi è strettamente necessario agire anche in questo senso, perché almeno nelle norme tecniche e comunque ancora non risulta essere previsto nessun filtro antiparticolato parimenti ai diesel. Chiaramente motori a benzina che liberino particelle in questa misura, in questo valore, in modo così diffuso potrebbero peggiorare fortemente quello che attualmente è un quadro in apparente stato di valida e non incisiva azione sull’ambiente e sulla salute come si è registrato in trend di diminuzione negli ultimi anni qui in Italia.